Matteo massarotto's Comments

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At 11:56am on October 5, 2009, Cesare Brizio said…
Matteo, contattami con i tuoi riferimenti all'indirizzo di lavoro cesare.brizio@redturtle.it.
Materiale generico sull'open source non ho il tempo di fornirtelo, ma c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Quanto al resto, bisogna che parliamo per telefono o comunque in un luogo diverso da questa bellissima tribuna.
A presto
At 3:27pm on September 25, 2009, Toni Pierdomè aka Toonik said…
Complimenti, stai lavorando proprio ad un bel progetto... che effettivamente ai miei occhi sembra alquanto complesso.
Tra le altre cose ho anche letto questo:
"Fedora Commons e DSpace Foundation hanno annunciato che si
uniranno insieme dando vita alla DuraSpace Organization per sviluppare
insieme i loro prodotti che in un futuro potrebbero a questo punto
diventare anche uno solo. L'idea è comunque quella di offrire nuove
tecnologie e nuovi servizi per chi utilizza le due piattaforme."

Insomma sembra che ci sia gran fermento, poi ho notato che viene già utilizzato come base per altri progetti internazionali. Credo che possa essere una bella esperienza di programmazione e di socializzazione (di solito, più il progetto è importante tanto più i manutentori sono intolleranti) - comunque vedrai, che alla fine ne sarà valsa la pena :)

p.s. io invece sto sviluppando qualcosa di moooolto più semplice: http://sourceforge.net/projects/myphage/
At 1:04pm on September 25, 2009, Toni Pierdomè aka Toonik said…
Si, in effetti non avevo capito bene il concetto... ma ora va meglio ;-).
Hai ragione quando dici che uno dei problemi del'open source, consiste nella chiusura intrinseca che caratterizza i seguaci di questa filosofia - e la tua osservazione sul fatto che questo comportamento porta ad una chiusura verso il resto del mondo, credo sia corretta; però bisogna anche considerare, che questa "chiusura", pur manifestando vari aspetti negativi, ha comunque portato ad una diversificazione e ad una pluralità di espressione che altrimenti non avremmo potuto avere.
Condivido che seguire una metodologia open, possa essere meno efficace rispetto ad un approccio professionale e mirato..., però immagina cosa sarebbe accaduto se non ci fossero state alternative - probabilmente ci saremmo ridotti a sviluppare obrobri in VB .NET e giù di lì .Invece, per fortuna, la situazione è ben diversa ed oggi, grazie a ciò, possiamo registrare un continuo miglioramento del settore informatico.
Faccio un esempio:
Attualmente per navigare in internet, possiamo avere una certa scelta; poiché la qualità generale dei browsers odierni è più che soddisfacente. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che se non fosse arrivato un software open (Mozilla Firefox) a risvegliare il mercato... probabilmente oggi navigheremmo ancora con IE6 - che come saprai è di una schifezza inaudita (e questo te lo dico da sviluppatore web). Pensa che quando sviluppo un sito, spreco più tempo a realizzare degli hack per IE6 che per tutto il resto - tradotto, significa che, mentre un sito ben fatto e rispettoso degli standard web, viene visualizzato correttamente in tutti i browsers moderni (e non), in IE6 non funziona, quindi bisogna creare una serie di regole selettive solo per lui. Hai presente per quanti anni ci hanno fatto navigare con una schifezza del genere?
Per quanto riguarda poi, un programma serio e difficile... per sviluppatori, non per utenti normali - allo stato delle cose - hai ragione, non abbiamo ancora raggiunto i livelli di semplicità e velocità che si possono trovare nei sistemi proprietari e, questo credo dipenda dal fatto che molti sviluppatori open, programmando gratuitamente, sarebbero poco disposti a spendere migliaia di euro per un tool di sviluppo visuale; per cui nessuna azienda farebbe investimenti - difficilmente produttivi - in quel segmento di mercato. Anche se penso che in un prossimo futuro, la situazione potrebbe cambiare radicalmente.
Comunque se volessi analizzare e confrontare alcuni IDE disponibili per Linux, qui trovi una lista di quelli più noti: INTEGRATED DEVELOPMENT ENVIRONMENT

p.s. ehmmm ehmmm, non so come chiedertelo, ma sarei curioso di sapere su che tipo di software stai lavorando... magari diventerò un tuo cliente :)
At 2:02pm on September 24, 2009, Toni Pierdomè aka Toonik said…
Concordo con te che il digital divide esista anche in aree non sospette, ma in quel caso si tratta di capacità e scelte individuali... ben lontano da chi non può scegliere. Quindi secondo me chiunque abbia la consapevolezza e la possibilità di contribuire a cambiar le cose... dovrebbe farlo senza indugi.
Senza prendere in considerazione casi estremi, come la situazione dei paesi poveri; ti faccio un esempio a noi più vicino:
Un ufficio pubblico ti richiede la compilazione di un modulo per accedere ad un suo servizio.
Se questo documento ti viene fornito in un formato proprietario (come quelli di MS Office), tu sei costretto a comprare il software usato da quell'ufficio, per aprirlo. Questa è una discriminazione intollerabile in un paese civile. Sarebbe come dire che dovendo firmare un documento cartaceo, l'ufficio mi obbliga a spendere centinaia di euro per l'acquisto di una Mont Blanc; quando invece dovrei avere il diritto di firmare con qualsiasi penna io mi possa permettere. In sostanza i formati dei documenti elettronici (soprattutto quelli pubblici) devono essere standard e liberi; in modo da non escludere nessuno. Con questo non voglio dire che non debba esistere software proprietario (io personalmente ne uso alcuni) - ma semplicemente - che tutte le persone dovrebbero avere la possibilità di fare una scelta consapevole. Secondo me, il diffuso malcostume della pubblica amministrazione, di produrre documenti proprietari, non può e non deve essere tollerato.

Tutt'altro discorso è quello della difficile comunicazione tra sviluppatori ed utenti. però io ho una visione totalmente diversa dalla tua:
- dici che il difetto del software open è la sua chiusura... spero tu stia scherzando ;-)
- il supporto agli utenti si sviluppa in tutte le direzioni, dalla libera condivisione, sino al supporto professionale fornito dalle aziende
- riguardo ai rapporti diretti e semplificati per utenti non esperti, non ho capito bene a cosa ti riferisci... comunque se intendi le difficoltà che potrebbe incontrare un nuovo utente; credo che si tratti solamente di "cattive abitudini". Io non ho mai incontrato particolari ostacoli nell'insegnare l'uso di Linux ai nuovi utenti di computer (mia figlia di otto anni, nel suo eeepc ha una Debian e si diverte a lanciare le applicazioni dalla shell), ma non posso dire la stessa cosa riguardo agli utenti "svezzati" da Windows.

Comunque tornando al topic, ho notato che ti sono stati forniti parecchi link veramente utili... quindi credo che oramai tu abbia materiale a sufficienza per fare - no una tesi - ma una SUPERTESI.
At 3:14pm on September 18, 2009, Toni Pierdomè aka Toonik said…
Ciao Matteo,
IMHO dovresti cercare di marcare con convinzione (e questa viene solo dalla conoscenza), non solo i prodotti, ma soprattutto, la filosofia open source; mi riferisco al fatto che troppe poche persone sono consapevoli di quanto sia importante per l'intera umanità entrare in un'ottica di condivisione (come dico spesso: "Se lo spirito di condivisione che caratterizza GNU/Linux fosse applicato a tutti gli aspetti della vita, il mondo sarebbe un posto migliore per tutti"). Pensa per esempio alla ricerca scientifica, che pur essendo finanziata da soldi pubblici, concede i propri risultati ad aziende farmaceutiche, le quali, oltre a creare malattie sempre nuove, lasciano morire delle persone, solo perché hanno delle malattie rare, per le quali, non è economicamente conveniente, produrre un determinato farmaco. Con una corretta politica di condivisione del sapere, tutto ciò non accadrebbe e soprattutto, la salute non sarebbe più un business, ma un diritto di tutti. Proprio come deve essere diritto di tutti l'accesso alle nuove tecnologie (il software libero riduce il digital divide). Molti usano software open source solamente perché è gratis, ignorando che dietro a quei programmi, ci sono delle persone che dedicano parte della loro vita, alla creazione di qualcosa,da condividere con la collettività - con uno spirito ed una motivazione ben più nobili del meschino interesse economico. Ricorda che se vuoi parlare dell'universo open source, non puoi limitarti a descrivere un software - sarebbe veramente riduttivo, come dire che il mare è acqua. Chiunque legga la tua tesi, dovrà essere illuminato da ciò che avrai scritto. Insomma, non fermarti all'applicazione... vai oltre ed associa le argomentazioni a degli esempi pratici.

A proposito di applicazioni, penso possa tornarti utile una lista (non esaustiva) dei software per GNU/Linux: http://www.iopensource.it/main/ToniPierdome/SoftwareLinux?v=1dsk

... ed in bocca al lupo!
At 10:15am on September 18, 2009, Giovani Spagnolo said…
Ciao Matteo,

"In particolare gli servono informazioni su open source in generale"

Ecco alcuni "must reads":

- Free as in Freedom - http://webyes.com.br/wp-content/uploads/ebooks/book_free_as_in_freedom.pdf
- Free Software, Free Society - http://webyes.com.br/wp-content/uploads/ebooks/book_free_software_free_society.pdf
- The Cathedral & the Bazaar - http://webyes.com.br/wp-content/uploads/ebooks/book_cathedral_bazaar.pdf
- Open Source: Voices - http://oreilly.com/catalog/opensources/book/toc.html
- CODE 2.0 http://webyes.com.br/wp-content/uploads/ebooks/book_codev2.pdf
- How to Produce OSS http://webyes.com.br/wp-content/uploads/ebooks/book_producing_oss.pdf

Troverai altri "free" downloads interessanti sul mio blog post su libri da non perdere: http://webyes.com.br/2009/04/06/24-free-e-books-on-floss-social-media-and-the-information-society/

Inoltre, ho la mia tese di Master MBA su http://www.scribd.com/doc/11515318/20032005-O-Software-Livre-como-Modelo-de-Negocios-Monografia-de-Conclusao-MBA-Executivo-em-Gestao-Empresarial-Estrategica-EDUCONNAIPPE-USP che parla di Software Libero e Business Models.

buona lettura, :-)
At 3:40pm on September 17, 2009, Cesare Brizio said…
Matteo, per favore, contattami al 334/9529072 o su cesare.brizio@redturtle.com. Stiamo collaborando con Università di Padova per strutturare un metamotore di ricerca open source, e ritengo che potresti trovare la cosa di grande interesse.
A presto
Cesare Brizio
At 3:16pm on September 17, 2009, Alberto Cammozzo said…
In merito alla mail di Flavia. Vivo a Padova e conosco bene unipd. Hai provato a sentire il Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB)? Ci sono persone molto coinvolte nel free software. Se serve posso indirizzarti e presentarti. Ciao.
Alberto Cammozzo

cammozzo.com
At 3:15pm on September 17, 2009, Antonio Scaramuzzi said…
Matteo, qui a Udine - ma in quasi tutto il Friuli Venezia Giulia ed anche in altre città italiane - è installata una soluzione proprietaria per la gestione delle biblioteche che si chiama BiblioWin. La ditta che lo produce è anche qui di Udine.
Sono disponibile a fornirti informazioni su questa soluzione che utilizziamo da diversi anni, ma sono anche interessato all'argomento della tua tesi in quanto alla ricerca di soluzioni alternative FLOSS.
At 3:11pm on September 17, 2009, Carlo Daffara said…
Ho ricevuto la mail da Flavia indicando che ti poteva servire aiuto per una tesi sul software libero... Io ho scritto la guida della Commissione sull'open source per le PMI, e se posso sarei felice di aiutare come possibile. Sono qui su finalmente libero, o su cdaffara@conecta.it
Ciao!
Carlo Daffara
http://carlodaffara.conecta.it

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2. Poi ridono di te
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4. Poi tu vinci

Gandhi

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Socrate

Se mi fosse possibile fare un regalo alla prossima generazione, darei ad ogni individuo la capacità di ridere di se stesso.
Charles Schulz

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Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe evitare la frusta?
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William Shakespeare

Di rado un'importante innovazione scientifica si fa strada convincendo e convertendo gradualmente i suoi oppositori [...]. Quel che accade, è che gradualmente gli oppositori scompaiono e la nuova generazione si familiarizza con l'idea sin dalla nascita.
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