Sto lavorando su "Fedora Commons" che non ha niente a che vedere con Fedora la nota distribuzione Linux ma è un acronimo che sta a significare Flexible Extensible Digital Object and Repository Architecture, tradotto è un deposito digitale in grado di adattarsi e conservare per sempre, teoricamente contenuti digitali di ogni tipo indipendentemente dalle tecnologie.
Bello a dirsi ma ultra-difficile a farsi, sul sito (http://www.fedora-commons.org) non è disponibile molta documentazione, all'inizio non sembra ma quando vai a sviluppare qualcosa ti accorgi che manca tantissimo materiale e quasi completamente il supporto (la wiki della community è molto statica e "chiusa" come ti dicevo, cioè ho postato molte cose ma non ho ricevuto molte risposte, essendo in maggioranza sviluppatori americani (è prodotto dalla Virginia University) tendono a starsene un po' per conto loro, forse sorpresi che altri non riescano a comprendere subito cose che evidentemente per loro sono banali.
Spero di essermi spiegato, ti ringrazio molto per i link e per l'aiuto.. spero solo che tutto questo lavoro porti a buon fine :-)
Concordo con la prima parte del tuo discorso, infatti anche io intendevo sottolineare il problema di chi effettivamente ci lavora e dovrebbe aver una visione più ampia del suo lavoro. Un software dovrebbe essere usato perchè ci si trova bene e non perchè c'è solo quello e basta o per moda.
Sulla seconda parte però forse non mi sono spiegato bene.
Quello che tu dici "supporto" vale davvero per gli utenti che intendono usare il software ma non "sviluppare" sul serio software. Quando hai bisogno di avere un rapporto più diretto e veloce con il produttore ecco che la filosofia open ha il suo rovescio della medaglia: come faccio a sviluppare un programma entro 1 settimana quando nel forum mi risponderanno (se mi rispondono) dopo un mese a volte? Estremizzo ma è capitato.
La chiusura che io intendo è la tendenza di chi usa opensource a chiudersi rispetto allo stesso mondo dell'informatica ignorando il resto, cosa che in molte distribuzioni Linux ad esempio è stato fatto con evidenti delusioni.
Poi per quanto riguarda il rapporto con gli utenti inesperti io non intendo il sistema operativo o il programma di testo presentato ad una persona inesperta, anche io ai miei tempi sono cresciuto con msdos 5 e Commodore64...e sono fiero del mio passato :-) Intendo invece il programma serio e difficile (come quello che sto sviluppando) per sviluppatori, non per utenti normali.
Insomma riassumendo la mia non è una critica all'open source, sennò non ci farei nemmeno la tesi e non ci crederei a questa filosofia, solo una considerazione che qualcuno dovrà pur fare, cioè rendersi conto dei pregi e difetti di entrambi i mondi. Molto spesso l'open source è presentato come se fosse un mondo perfetto e molti sono convinto installano software open solo per moda, non saranno tutti ma ce ne sono e non è un bene.
Secondo me senza una corretta visione delle cose non si riuscirà ad arrivare ad un sistema migliore, ecco che manca un rapporto "corretto" con l'informatica che è il confronto e la libera scelta che dici tu.
Vedi il problema è che secondo me c'è troppo digital divide anche tra esperti stessi o perlomeno "amanti del settore".
Sono d'accordo che il pensiero principe dell'open source è molto avanzato, forse troppo avanti rispetto gli anni che stiamo vivendo ma bisogna anche scontrarsi con il mondo reale e non procedere così separatamente.
Quello che voglio dire è che spesso il difetto del software open è la sua chiusura per quanto riguarda la comunità di utenti che necessiterebbe un supporto, paradossale rispetto ad un software a pagamento e la mancanza di rapporti diretti e semplificati con utenti utilizzatori non necessariamente esperti.
Non so se sono riuscito a spiegarmi, il vero problema che sta sotto l'open source non è la mancanza di pubblicità o l'ignoranza degli utenti finali che distinguono le cose solo dal prezzo, ma la mancanza di comunicabilità tra utenti sviluppatori stessi, sia dall'una che dall'altra parte.
Le aziende si chiudono perchè ne perdono guadagno e tendono ad apprezzare le prestazioni dei propri software a pagamento, le community open dovrebbero imparare invece ad essere più vicine a chi non è espertissimo di programmazione o di unix... molto spesso secondo me è questo il divide da togliere. Uno degli aspetti per cui il software che sto sviluppando Fedora Commons non è diffuso ed è problematico da gestire è proprio quello del non sufficiente supporto e difficoltà di utilizzo perfino da chi dovrebbe averne le competenze (5 anni di università in ingegneria informatica ma mi ci sono voluti 5 mesi per capirlo a fondo!).
Spero di non averti annoiato e anzi ti ringrazio per l'aiuto,
crepi il lupo! :-)
1. Prima ti ignorano
2. Poi ridono di te
3. Poi ti combattono
4. Poi tu vinci Gandhi
C'è un solo bene: il sapere.
E un solo male: l'ignoranza. Socrate
Se mi fosse possibile fare un regalo alla prossima generazione, darei ad ogni individuo la capacità di ridere di se stesso. Charles Schulz
In your thirst for knowledge, be sure not to drown in all the information. Anthony J. D'Angelo, The College Blue Book
Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe evitare la frusta? William Shakespeare
La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco l´onore. William Shakespeare
Con chi sta fermo il tempo? Con gli uomini di legge quando sono in ferie, perché essi dormono fra una sessione e l'altra, e non s'accorgono che il tempo si muove. William Shakespeare
Di rado un'importante innovazione scientifica si fa strada convincendo e convertendo gradualmente i suoi oppositori [...]. Quel che accade, è che gradualmente gli oppositori scompaiono e la nuova generazione si familiarizza con l'idea sin dalla nascita. Max Planck, La filosofia della fisica.
Did Columbus have a business plan to reach the New World? Andy Grove, co-founder of Intel, when asked about legendary one-page Intel's business plan
Do not go where the path may lead, go instead where there is no path and leave a trail. Ralph Waldo Emerson
Il più grande rischio per la maggior parte di noi non sta nel fissare un obiettivo troppo alto e non riuscire a raggiungerlo, ma nello stabilirne uno troppo basso e ottenerlo. Michelangelo
Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. Enrico Berlinguer
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce. William Shakespeare
Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri. Richard Bach
La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce. Jean Jacques Rousseau
Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti; cammina al mio fianco e saremo sempre amici. Anonimo cinese
Disperare è il più grande dei nostri errori. Marcel Proust
Non sono più giovane abbastanza per sapere tutto. Oscar Wilde
E' vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei. Jean Paul Sartre
Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei. Albert Einstein
Nuove dal mondo FLOSS
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TRIESTE - Sono già dieci, ma porrebbero aggiungersene velocemente molti altri, i "Barcamp" programmati in Italia per radunare il "popolo della rete" nel corso del 2008. Nata negli Stati Uniti come campeggio informale di aggiornamento e incontro per programmatori, blogger e appassionati di tecnologia, la formula del Barcamp si è velocemente diffusa in tutto il mondo. Nel nostro Paese è stata una formula alternativa ale "solite" conferenze e ha radunato centinaia di blogger, esperti e giornalisti su diversi argomenti legati a internet ma anche alla politica e alla cittadinanza nell'era digitale.
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Bello a dirsi ma ultra-difficile a farsi, sul sito (http://www.fedora-commons.org) non è disponibile molta documentazione, all'inizio non sembra ma quando vai a sviluppare qualcosa ti accorgi che manca tantissimo materiale e quasi completamente il supporto (la wiki della community è molto statica e "chiusa" come ti dicevo, cioè ho postato molte cose ma non ho ricevuto molte risposte, essendo in maggioranza sviluppatori americani (è prodotto dalla Virginia University) tendono a starsene un po' per conto loro, forse sorpresi che altri non riescano a comprendere subito cose che evidentemente per loro sono banali.
Spero di essermi spiegato, ti ringrazio molto per i link e per l'aiuto.. spero solo che tutto questo lavoro porti a buon fine :-)
Sulla seconda parte però forse non mi sono spiegato bene.
Quello che tu dici "supporto" vale davvero per gli utenti che intendono usare il software ma non "sviluppare" sul serio software. Quando hai bisogno di avere un rapporto più diretto e veloce con il produttore ecco che la filosofia open ha il suo rovescio della medaglia: come faccio a sviluppare un programma entro 1 settimana quando nel forum mi risponderanno (se mi rispondono) dopo un mese a volte? Estremizzo ma è capitato.
La chiusura che io intendo è la tendenza di chi usa opensource a chiudersi rispetto allo stesso mondo dell'informatica ignorando il resto, cosa che in molte distribuzioni Linux ad esempio è stato fatto con evidenti delusioni.
Poi per quanto riguarda il rapporto con gli utenti inesperti io non intendo il sistema operativo o il programma di testo presentato ad una persona inesperta, anche io ai miei tempi sono cresciuto con msdos 5 e Commodore64...e sono fiero del mio passato :-) Intendo invece il programma serio e difficile (come quello che sto sviluppando) per sviluppatori, non per utenti normali.
Insomma riassumendo la mia non è una critica all'open source, sennò non ci farei nemmeno la tesi e non ci crederei a questa filosofia, solo una considerazione che qualcuno dovrà pur fare, cioè rendersi conto dei pregi e difetti di entrambi i mondi. Molto spesso l'open source è presentato come se fosse un mondo perfetto e molti sono convinto installano software open solo per moda, non saranno tutti ma ce ne sono e non è un bene.
Secondo me senza una corretta visione delle cose non si riuscirà ad arrivare ad un sistema migliore, ecco che manca un rapporto "corretto" con l'informatica che è il confronto e la libera scelta che dici tu.
Sono d'accordo che il pensiero principe dell'open source è molto avanzato, forse troppo avanti rispetto gli anni che stiamo vivendo ma bisogna anche scontrarsi con il mondo reale e non procedere così separatamente.
Quello che voglio dire è che spesso il difetto del software open è la sua chiusura per quanto riguarda la comunità di utenti che necessiterebbe un supporto, paradossale rispetto ad un software a pagamento e la mancanza di rapporti diretti e semplificati con utenti utilizzatori non necessariamente esperti.
Non so se sono riuscito a spiegarmi, il vero problema che sta sotto l'open source non è la mancanza di pubblicità o l'ignoranza degli utenti finali che distinguono le cose solo dal prezzo, ma la mancanza di comunicabilità tra utenti sviluppatori stessi, sia dall'una che dall'altra parte.
Le aziende si chiudono perchè ne perdono guadagno e tendono ad apprezzare le prestazioni dei propri software a pagamento, le community open dovrebbero imparare invece ad essere più vicine a chi non è espertissimo di programmazione o di unix... molto spesso secondo me è questo il divide da togliere. Uno degli aspetti per cui il software che sto sviluppando Fedora Commons non è diffuso ed è problematico da gestire è proprio quello del non sufficiente supporto e difficoltà di utilizzo perfino da chi dovrebbe averne le competenze (5 anni di università in ingegneria informatica ma mi ci sono voluti 5 mesi per capirlo a fondo!).
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La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco l´onore.
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Con chi sta fermo il tempo? Con gli uomini di legge quando sono in ferie, perché essi dormono fra una sessione e l'altra, e non s'accorgono che il tempo si muove.
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Di rado un'importante innovazione scientifica si fa strada convincendo e convertendo gradualmente i suoi oppositori [...]. Quel che accade, è che gradualmente gli oppositori scompaiono e la nuova generazione si familiarizza con l'idea sin dalla nascita.
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Ralph Waldo Emerson
Il più grande rischio per la maggior parte di noi non sta nel fissare un obiettivo troppo alto e non riuscire a raggiungerlo, ma nello stabilirne uno troppo basso e ottenerlo.
Michelangelo
Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.
Enrico Berlinguer
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce.
William Shakespeare
Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri.
Richard Bach
La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.
Jean Jacques Rousseau
Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti; cammina al mio fianco e saremo sempre amici.
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E' vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.
Jean Paul Sartre
Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei.
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BARCAMP, 10 INCONTRI PER IL POPOLO DELLA RETE
TRIESTE - Sono già dieci, ma porrebbero aggiungersene velocemente molti altri, i "Barcamp" programmati in Italia per radunare il "popolo della rete" nel corso del 2008. Nata negli Stati Uniti come campeggio informale di aggiornamento e incontro per programmatori, blogger e appassionati di tecnologia, la formula del Barcamp si è velocemente diffusa in tutto il mondo. Nel nostro Paese è stata una formula alternativa ale "solite" conferenze e ha radunato centinaia di blogger, esperti e giornalisti su diversi argomenti legati a internet ma anche alla politica e alla cittadinanza nell'era digitale.
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