Flavia Marzano

Le tappe del software libero in Italia: il futuro dal passato!

A ForumPA Roberto mi ha chiesto di fare, al suo convegno, la storia del software libero in Italia.
Se e quando avrò tempo, proverò a raccontare la storia, intanto allego di seguito le note che ho preparato con date e un po' di link.
Se ho dimenticato qualcosa, please, segnalatemelo.


°°°°

Dal “centro”

• Legge 633, 21 Aprile 1941. Art. 11 Alle amministrazioni dello stato, alle province ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.

• Legge 24 Novembre 2000, n. 340. “Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi” all’art. 25 detta norme in merito all’accesso alle banche dati pubbliche e testualmente recita “Le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Decreto Legislativo 3 Febbraio 1993, n. 29, che siano titolari di programmi applicativi realizzati su specifiche indicazioni del committente pubblico, hanno facoltà di darli in uso gratuito al altre amministrazioni pubbliche, che li adattano alle proprie esigenze”

• Febbraio 2002: Senato: proposta di legge Cortiana, DDL 1188.
www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/16976.htm

• Marzo 2002: Camera: proposta di legge Folena, DDL 2544.
www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/sk3000/articola/2544.htm

• Ottobre 2002: Commissione nazionale per il software a codice sorgente aperto nella PA (c.d. Commissione Meo 1)

• Dicembre 2003: Direttiva (Stanca) “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” http://www.innovazione.gov.it/ita/normativa/alleg ati/Dir191203.pdf
Febbraio 2004: pubblicazione in G.U. 31/2004

• Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 - S.O. n. 93 "Codice dell’amministrazione digitale” aggiornato dal D.Lgs. n. 159 del 4 aprile 2006 pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 – S.O. n. 105 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante codice dell’amministrazione digitale”. All’articolo 69, comma 1 “Riuso dei programmi informatici” recita: Le pubbliche amministrazioni che siano titolari di programmi applicativi realizzati su specifiche indicazioni del committente pubblico, hanno obbligo di darli in formato sorgente, completi della documentazione disponibile, in uso gratuito ad altre pubbliche amministrazioni che li richiedono e che intendano adattarli alle proprie esigenze, salvo motivate ragioni.

• Agosto 2006: Dichiarazione del Ministro Nicolais: “evitiamo di legarci alle grandi aziende di software. La pubblica amministrazione ha bisogno di software liberi”

• Fine 2006: Finanziaria 2007- I Commi 892 e 895 prevedono la disponibilità di un fondo di 30 milioni di euro per il sostegno agli investimenti per l'innovazione negli enti locali e verrà data priorità a chi utilizza o sviluppa applicazioni software a codice aperto.

• Maggio 2007: Commissione Meo 2

• …e contemporaneamente (7 Maggio 2007: Protocollo intesa con MS
“Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, insieme all’amministratore delegato della Microsoft, Marco Comastri, hanno presentato alla stampa un protocollo d’intesa che prevede un rapporto di collaborazione che ha come obiettivi principali la formazione, il trasferimento tecnologico e la facilitazione di progetti di ricerca. In particolare il protocollo prevede la costituzione di tre Centri per l’Innovazione nelle Regioni Piemonte, Campania e Toscana, per lo sviluppo di attività basate sulle tecnologie Microsoft.” Un milione di euro all'anno per "fornire formazione, supporto allo sviluppo delle società nel settore dell'ICT e ricerca applicata in collaborazione con le aziende interessate, università locali e altri centri di ricerca". (Mussi)
Risposta di ASSOLI: “malgrado non si sappia ancora quanto costerà questa operazione ai cittadini italiani, Microsoft si è resa disponibile ad erogare ben 737.300 euro in tre anni, ovvero 245.766 euro all’anno, poco più di 20.000 euro al mese da suddividere in tre Centri di Ricerca, ovviamente non in contanti, ma “tramite terze parti, sulla base delle necessità specifiche di prodotti hw, sw, servizi di supporto tecnico e attività formative”. Da sottolineare che questa cifra rappresenta lo 0,0007 % del fatturato della suddetta corporation”.
“L’Associazione per il Software Libero http://softwarelibero.it, sensibile alle difficoltà economiche del Governo, che si vede costretto ad accettare una cifra così irrisoria da parte di una multinazionale statunitense, ha deciso di venire incontro ai nostri rappresentanti proponendo un accordo molto più vantaggioso”.
http://www.softwarelibero.it/progetti/proposta_governo.
“Al fine di realizzare quanto sopra indicato, l’Associazione per il Software Libero si impegna a mettere a disposizione del Governo, per un periodo di cinque anni, attività formative, materiale didattico, soluzioni tecnologiche e software, direttamente o delegando aziende italiane che lavorano nell’ambito del software libero, per un valore complessivo dell’ordine di 10.000.000 (dieci milioni) di euro all’anno.”

• Gennaio 2008 (più di un anno dopo) Lettera aperta al ministro Nicolais: “Dove sono finiti?”
Risponde il Sottosegretario Magnolfi:
- Decreto 16 Maggio 2007:
o 2.050.000 Innovazione nella scuola
o 4.000.000 Innovazione nella sanità
o 1.500.000 Innovazione nel settore del lavoro
o 2.450.000 Studi e ricerche per la SdI
- Decreto 23 Gennaio 2008
o 3.500.000 Innovazione nella scuola
o 2.000.000 Innovazione nella sanità
o 2.000.000 Innovazione nel settore del lavoro
o 2.500.000 Cittadini digitali all’estero, Servizi consolari online
Resta da capire:
- Con quail criteri si sono scelti i beneficiari?
- Quanto software libero c’è “dentro”?
- La community potrà fruirne?
- Come?
- Quando?

Il primo decreto dichiara: “Le azioni individuate sono state quindi integrate nei programmi che il Dipartimento sta attuando per le varie linee di intervento, permettendo così di sostenere ulteriormente, attraverso l’applicazione di soluzioni software a codice aperto, le politiche a favore del riuso e dello sviluppo collaborativo tra amministrazioni.”
“Per tale motivo, per ogni linea di intervento si fornisce nel seguito una breve descrizione delle attività in corso, con particolare attenzione alla tematica del software a codice aperto e evidenziando il contributo delle azioni attuate con i finanziamenti di cui al comma 892.
In allegato, infine, è riportato un quadro sintetico degli stanziamenti previsti e delle relative attività in corso o in fase di preparazione per ciascuno dei due decreti attuativi.”
Tra l’altro si legge: “fornire a 1650 classi di 550 scuole delle regioni Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo e Molise, 1 lavagna elettronica, 1 proiettore e 2 PC portatili ciascuna” ma non si dice se i suddetti PC avranno software libero o meno; la "lavagna elettronica", funzionerà con linux o poi si dovrà comprare ms windows per farla funzionare?).
”Come previsto dal comma 892, il codice sorgente delle componenti sviluppate appositamente nell’ambito di queste iniziative sarà reso disponibile attraverso apposito un ambiente di sviluppo cooperativo”…

• 23 Aprile 2008: Relazione della Commissione per il software “open source” nella PA

Intanto che cosa fa la PAL?

• Marzo 2003: Provincia di Pisa organizza il PRIMO evento su Open source e Pubblica Amministrazione. Diventato nel 2004: SALPA Saperi Aperti e Liberi nella Pubblica Amministrazione.
• Settembre 2003: Provincia di Pisa, prima delibera di indirizzo
• Gennaio 2004: Prima legge regionale (Toscana) LR 1/2004. Altre ne sono seguite: RER, Umbria (estate 2006), …
• Altre in preparazione: FVG, Campania, Lombardia, Sardegna (annunciata a PAAL lo scorso 17 aprile a Cagliari)
• Comuni, Province, Comunità Montane e Regioni: convegni, incontri, proposte, delibere di indirizzo,...

E la Community?

• Luglio 2007: Petizione online Libera Software
www.liberasw.org
- Perché il sistema operativo del MIO PC deve essere deciso da altri?
- Perché il MIO PC deve contenere programmi a pagamento senza che io possa sceglierli?
- Perché il costo del MIO PC deve essere maggiorato a causa di programmi che potrei sostituire con alternative gratuite e libere?
- Perché è cos“ difficile ottenere il rimborso di software non scelti da me per il MIO PC?
Quando acquisto un PC:
1. Voglio che il prezzo del sw preinstallato sia indicato chiaramente
2. Voglio poter rinunciare al sw preinstallato e pagare solo il computer, risparmiando e scegliendo i programmi che preferisco
3. Voglio che il prezzo del software preinstallato sia realistico, simile al prezzo dello stesso programma acquistato a parte.

• ADUC vs HP: si al rimborso di Windows prenistallato sul PC. Firenze, 18 Ottobre 2007 Il Giudice di Pace di Firenze (Alberto Lo Tufo) ha depositato la sentenza promossa da Marco Pieraccioli, consulente informatico dell'Aduc difeso dagli avvocati dell'Aduc Anna Maria Fasulo e Claudia Moretti, con la quale viene accolta la richiesta di rimborso del costo per l'obbligo di acquisto della licenza Microsoft Windows incorporata in un PC portatile con sistema operativo pre-installato.
Causa fondata sul presupposto che la HP italiana, titolare del marchio Compaq, nella "licenza d'uso del sistema operativo Microsoft" (Eula), dice "qualora l'utente non accetti le condizioni del presente contratto, non potrà utilizzare o duplicare il software e dovrà contattare prontamente il produttore per ottenere informazioni sulla restituzione del prodotto o dei prodotti e sulle condizioni di rimborso in conformità alle disposizioni stabilite dal produttore stesso". HP si era difesa negando il rimborso in quanto il computer sarebbe stato inscindibile dal sistema operativo, non tanto per problemi tecnici ma commerciali. Il Giudice ha condannato HP al rimborso del costo della licenza previa restituzione della stessa, e riconoscendo il rimborso delle spese legali..." http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=197413

Altro? Europa e Standard

• Raccomandazioni Europa, Garanzie che devono offrire i servizi di eGovernment:
- Accessibilità
- Multilinguismo
- Sicurezza
- Privacy
- Sussidiarietà
- Uso di Open Standard
- Valutare i benefici del software Open Source
- Uso di soluzioni multilaterali

• Formati aperti e Standard
- ODF: UNI CEI ISO/IEC 26300 "Tecnologie informatiche - Formato Open Document per applicazioni d'ufficio (OpenDocument) v.1.0" – Gennaio 2007
- PDF: ISO/IEC 32000 – Dicembre 2007
- OOXML: ISO/IEC 29500 – Aprile 2008

Tags: del, in, italia, libero, software, storia

3 Comments

Flavia Marzano Comment by Flavia Marzano on May 18, 2008 at 5:26pm
ricordo... quanto sopra, come tutte le parti originali in questo mio blog, sono coperte da licenza Creative Commons: attribuzione, non commerciale, condividi allo stesso modo.
Alexjan Carraturo Comment by Alexjan Carraturo on May 19, 2008 at 6:42pm
Un bel resoconto, ma la storia è ancora ben lontana da quei traguardi di libertà del software, e di conseguenza di libertà individuale che dovremmo raggiungere.

Anzi, a volte facciamo un passo avanti e tre indietro.... con crescente preoccupazione, ogni giorno si risente ancora parlare di brevettabilità del software in europa, e a me personalmente, questa idea trasmette paura.
Davide Gorini Comment by Davide Gorini on May 20, 2008 at 11:13am
Ciao Flavia,
grazie di tutto.. mi viene una piccola riflesione: i riferimenti normativi sono importanti ma sarebbe ancor più importante che qualcuno li conoscesse e li applicasse !!

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